Un Taglio Trasversale ai Fatti:

Qui si discutono, commentano e controcommentano SOLO notizie e si propongono le proprie idee a riguardo.
Non ci sarà mai bisogno di smorzare i toni perchè ognuno ne è responsabile e consapevole personalmente.
LE IDEE PRIMA DI TUTTO, SEMPRE...


giovedì 24 luglio 2008

PAUSA ESTIVA
Constatata la morte delllo stato democratico (non c'erano molti dubbi ma si sa la speranza di un cataclisma con epicentro il consiglio dei ministri è una speranza tanto repressa quanto auspicata...) stacchiamo la spina fino a settembre... Stiamo caricando le batterie dopo aver raschiato il fondo dalla disillusione del momento...
StandBy... Torneremo...

giovedì 26 giugno 2008

Marco Travaglio - Cortina di ferro per i delinquenti

So che pubblico un doppione di Grillo ma non c'è spiegazione migliore allo schifo...

D.

Il ritorno delle "7 sorelle" spiega la guerra di Bush

Un contratto di favore all'ombra del Presidente:

“Gli iracheni, al nostro arrivo, erano scioccati per il fatto che i soldati americani non facessero niente contro le violenze e i saccheggi, e ricorderà per sempre che praticamente l’unico edificio a essere protetto era il ministero del Petrolio; questo ricordava a tanti il motivo per il quale gli Stati Uniti si trovavano là”

Gli americani la chiamano “the smokin’ gun”, la pistola fumante, per dire: ecco qui la prova inequivocabile, quella che inchioda il colpevole al di là di qualsiasi possibile dubbio. La pistola fumante che inchioda Bush e Cheney alle loro colpe sulla guerra lanciata 5 anni fa la si potrà trovare lunedì prossimo sulla scrivania del Ministro iracheno del petrolio quando, schierate di fronte a lui, siederanno con la penna già in mano le “sette sorelle”, o comunque quanto resta di loro dopo le fusioni, pronte a firmare il contratto che gli concede di tornare a metter le mani sul petrolio della Mesopotamia. Le aveva rimandate a casa più di trent’anni fa Saddam Hussein, con un decreto di nazionalizzazione degli idrocarburi; ma ora che Saddam è stato messo a tacere, le majors possono godersi il miele della vendetta e rientrare in pompa magna a farsi i loro affari.

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venerdì 13 giugno 2008

Tragico epilogo - E' regime...

Venerdì 13 giugno 2008, ore 12, approvato il disegno di legge (link dal titolo)

E' con la morte nel cuore che annuncio sul mio blog l'instaurazione del regime Berlusconi.
La speranza era quella che l'incontro con Benedetto XVI in settimana avesse scongiurato almeno mediaticamente l'avvento cosi repentino dell'autarchia politica interna italiana.
Si parlava di mediazione del Santo Pontefice sulla base della modifica del 7°comandamento (come diceva Dario Fo, da "non rubare" a "ruba un po' meno") in cambio di un filo di dignità per la gente comune su ideali non solo cristiani ma universali di carità e onestà.

Cosi non è stato. La libertà collettiva è stata definitivamente calpestata in cambio dell'immunità politica ed economica della casta al cospetto delle becere motivazioni della protezione della cosiddetta privacy e della libertà individuale. Ma alla fine chi siamo singolarmente se non siamo nulla come collettivo?
Ma lasciamo perdere i dialoghi sui massimi sistemi... Poniamoci almeno la domanda "era questa la priorità degli italiani?" la risposta genera solo altre domande: perchè mai è diventata una priorità? Perchè è cosi necessaria per Berlusconi? Perchè i giornali ne parlano in decima pagina?
Come al solito non mi permetto di dare risposte ma solo di scatenare il ragionamento interiore di tutti noi...

D.

P.S.: forse però da Juventino potrei sperare nella retroattività della legge....
Ma state tranquilli, è solo amarissimo sarcasmo...

P.S.2: Max speriamo che stavolta non ci chiudano...

D.

Un po di chiarezza sulla legge intercettazioni...

l'Unità, 9 giugno 2008, MT

Il 25 aprile scorso i carabinieri di Verona arrestano Claudiu Stoleru, il romeno sospettato di aver assassinato due pensionati, Luigi Meche e Luciana Rambaldo, nella loro villetta a Lugagnano di Sona, dove li aiutava a tinteggiare una ringhiera. Il giovane era fuggito, ma grazie alle intercettazioni telefoniche gl’inquirenti l’hanno individuato e fermato a Civitavecchia. Stoleru ha subito confessato. Ecco: se davvero, come ha annunciato due giorni fa il premier Silvio Berlusconi due giorni fa a S. Margherita Ligure,il governo vieterà di intercettare chicchessia, salvo che sia sospettato di mafia o terrorismo, con la nuova legge Stoleru non avrebbe mai potuto essere intercettato, dunque sarebbe ancora uccel di bosco. Se invece i giudici e i carabinieri l’avessero intercettato ugualmente, avrebbero dovuto scarcerarlo con tante scuse per inutilizzabilità delle intercettazioni, e in carcere sarebbero finiti loro, non lui. Le cronache sono piene di omicidi che vengono risolti grazie alle intercettazioni: da Cogne in giù.Ma ovviamente non è per salvare gli assassini che Berlusconi vuole vietare le intercettazioni. Anzi è probabile che presto diramerà la consueta rettifica, includendo i delitti “comuni” tra quelli per cui sarà ancora possibile intercettare. La sua ossessione sono i reati della casta: fiscali, finanziari e contro la Pubblica amministrazione. Meglio non scoprirli mai.

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D.

P.S.: non dimenticate di vedere il video, sentirselo spiegare è più semplie ed assimilibile...

lunedì 9 giugno 2008

Quando un rifiuto rende


Fonte: adoc.org

In Finlandia hanno trovato un modo diverso dal nostro per convincere i cittadini a riciclare i rifiuti. Da noi innanzitutto non si riciclano quasi mai, tanto le sanzioni che poi i comuni prendono poi si scaricano sui poveri cittadini, facendogliele pagare aumentando la Tarsu.

A Napoli infatti avendo i rifiuti per strada, e non essendoci neppure i cassonetti differenziati, pagano la tassa più degli altri, e gli amministartori stanno ancora là.

Ebbene tornando alla Finlandia, nei centri commerciali ci sono delle macchinette, come quella della foto, con un buco dove si infilano le bottiglie, la plastica, o altri materiali riciclabili, e cosa succede? Succede che ti escono tante belle monetine: con 6 bottiglie di vetro e 4 di plastica si guadagnano ben 2,20 €uro!!!
Caro Visco, Bassolino, o nuova/vecchia gens politica... la Fillandia è si un bell'esempio... Ma non di come si recicla ma... di come si sa amministrare la cosa pubblica...

Meditare

D.

mercoledì 4 giugno 2008

Siviglia, l'ecocittà accesa dal sole, altro che nucleare!!!

Fonte: Repubblica.it (da notare come un reportage cosi interessante e controverso rispetto alla politica energetica nazionale non sia stato pubblicato ma solo messo on-line...)

SIVIGLIA - Sembra una vecchia copertina dei tempi gloriosi di "Urania", quando Karel Thole immaginava fantascientifiche porte per l'iperspazio. Oppure, a suggerire una simbologia più potente, il frontespizio di un opuscolo di qualche setta religiosa. Snella sui due suoi sottili pilastri, la torre si alza per più di 100 metri, quanto un grattacielo di 40 piani, sopra i filari di cotone, le siepi di fichi d'India, i radi olivi della campagna andalusa. La sommità è avvolta in una nuvola di luce quasi incandescente, dietro la quale si distingue un'apertura, quasi un balcone, un palco, dove la luminosità diventa, anche con gli occhiali scuri, insopportabile. Ma, se uno si sforza di guardar bene, riesce a distinguere i fasci di luce che, dal balcone, sembrano irradiarsi verso il grande, silenzioso anfiteatro di rettangoli di vetro e acciaio ai piedi della torre.

Naturalmente, è vero il contrario e sono i raggi del sole, riflessi dagli oltre 600 pannelli a specchio - ognuno di 120 metri quadri di superficie - che trasformano la torre in un accecante monumento di luce. L'impianto in funzione da un mese a Sanlùcar la Mayor, alle porte di Siviglia, è il primo pezzo del più grande progetto di energia solare d'Europa. Già oggi, la torre che sarebbe piaciuta a Karel Thole fornisce elettricità sufficiente per 6 mila case. Dopodomani, fra soli sei anni, nel 2013, quando saranno completati gli altri otto impianti previsti, la centrale di Sanlùcar sarà in grado di accendere i frigoriferi e i condizionatori di tutte le 180 mila case e i 600 mila abitanti di Siviglia. Senza un alito di anidride carbonica e di effetto serra.

La tecnologia in azione nella campagna a ovest della capitale andalusa non è nuova. Anzi, è vecchissima. Ad utilizzare la potenza del sole, concentrata dagli specchi, ci aveva già pensato, sia pure per incenerire navi, Archimede. E' anche piuttosto semplice. Dietro l'apertura in cima alla torre, c'è una caldaia, dove l'acqua, scaldata di raggi concentrati del sole, si trasforma in vapore. E, come nella maggior parte delle centrali elettriche - termosolari, nucleari, a gas o a carbone - il vapore aziona una turbina, che genera elettricità. Ma quello che rende inedito Sanlùcar è che, per la prima volta, la tecnologia a torre del solare termico viene sfruttata in forma non sperimentale, ma commerciale. Si traduce, cioè, alla fine, in bollette nelle cassette della posta delle famiglie.

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D.

Morire di straordinari

I suicidi per superlavoro sono molto frequenti in Giappone
E l'espressione è ormai entrata anche nel dizionario d'inglese

Morire di straordinari
nella terra del Karoshi

di MISAKO HIDA*

Pubblichiamo l'articolo che ha vinto il premio giornalistico "Media for Labour Rights", indetto dall'ILO, l'agenzia dell'Onu per i diritti del Lavoro.


"Tutto il tempo che ho passato è stato sprecato". In una giornata di marzo del 1999, ancora prima che i germogli di ciliegio cominciassero a sbocciare, un ragazzo di 23 anni, Yuji Uendan, in preda a una forte depressione causata dall'eccesso di lavoro, si è tolto la vita. È stato trovato nel suo appartamento di Kumagaya, alla periferia di Tokyo, con quelle parole scribacchiate su una lavagnetta bianca che usava per l'elenco degli appuntamenti giornalieri.

Uendan aveva lavorato per quasi 16 mesi come ispettore di apparecchiature per la produzione di semiconduttori, in una stanza asettica con una luce soffusa giallastra nella fabbrica della Nikon a Kumagaya, vestito dalla testa ai piedi con una divisa bianca sterile.

Era stato assunto dall'appaltatrice Nextar (oggi Atest) che lo mandava per incarichi a termine alla Nikon, una delle principali produttrici giapponesi di macchine fotografiche e dispositivi ottici. Uendan faceva turni di giorno e di notte di 11 ore a rotazione, con straordinari e viaggi extra che gli facevano raggiungere le 250 ore al mese.

Nel suo ultimo periodo di lavoro all'interno della fabbrica era arrivato a 15 ore consecutive senza un giorno libero. Soffriva di mal di stomaco, insonnia, intorpidimento delle estremità. In poco tempo era dimagrito di 13 chili.

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venerdì 23 maggio 2008

Le nozioni minime per esprimere giudizi sul ciclo dei rifiuti.

Maurizio Pallante - expert in environmental technologies

domenica 4 maggio 2008

"Quante bugie sulla sicurezza" di Gad Lerner

Non so in che misura la violenza sessuale esercitata il 16 aprile scorso dal rumeno Joan Rus su una studentessa sudafricana abbia influenzato l’elezione del sindaco di Roma. Ma so che nel frattempo lo stupro, l’abuso e l’umiliazione si ripetono in Italia centinaia, migliaia di volte senza diventare un “caso politico”, solo perché nella grande maggioranza dei casi i violentatori sono nativi della penisola anziché immigrati. E magari pure capifamiglia che tra le mura domestiche si sentono in diritto di spadroneggiare sulle “nostre” femmine, salvo poi comprare a modico prezzo il sesso delle straniere prostitute quando decidono di concedersi una libera uscita.
Da: http://www.gadlerner.it/
Continua all'interno.

lunedì 28 aprile 2008

mercoledì 16 aprile 2008

Silenzio Post elettorale...

Non è lutto come molti di voi credono, la mia idea politica ha comunque l'onore delle armi (sarei in lutto se fossi di AN, avessi dato il mio "voto utile" alla PDL e solo ora mi stessi rendendo conto che Fini ha svenduto la destra vera alla Lega e a FI... E' scomparsa in favore del pastone di centro, arrendendosi prima di combattere...); la mia piuttosto è attenzione agli sviluppi.
Per natura non sono e non voglio essere ostruzionista come lo è stato per antonomasia il "berlusconesimo" negli ultimi anni e se proprio devo costruire un giudizio aspetto che si articoli sui fatti.
Fatti futuri intendo; il loro passato è talmente evidententemente torbido e raccapricciante che sembra non voler essere ricordato, figuriamoci considerato...

Molti di quelli come me, i critici intendo, temono la censura, io ritengo che la censura in senso lato non ci sarà, verremo invece lasciati liberi di parlare per poter poi essere etichettati come faziosi ed invisi al gregge.

Aspettiamo di vedere avvicinarsi una qualche catastrofe economico/sociale (l'avremmo aspettata in qualsiasi ipotesi di vittoria elettorale), commenteremo lo spirito di svicolo tipico degli italiani, perfettamente inpersonato e rappresentato ora da Berlusconi.

D.

sabato 12 aprile 2008

Il troppo....

(Contiene citazioni da B.B.G. 10/4/2008)

Pensavo che nulla ormai potesse più indignarmi; pensavo che come al solito saremmo andati a votare e che purtroppo solo per un mero calcolo aleatorio avremmo potuto avere come forza politica di maggioranza il meno peggio.
Di solito ho tifato spudoratamente per il meno peggio di turno; ora invece riflettendoci e rendendomi conto di come alla fine sia una "non scelta", mi avvilisco sempre più di fronte all'orizzonte nero cupo.

Continua (pessimisticamente) nei commenti...

Meditare
D.

mercoledì 9 aprile 2008

Il fallimento di Mussi, l'imperatore "nudo", di Patrizio Dimitri

La crociata politico-mediatica contro i docenti della Sapienza ci ha distolto dai mali che affliggono l’università e la ricerca scientifica. Ora che il governo è caduto per la “vendetta dei Mastelloidi”, è buio pesto. L’ex- ministro di università e ricerca, Fabio Mussi, si dedicherà a tempo pieno alla “sinistra democratica” o sarà riesumato da un ipotetico governo tecnico? A parole Mussi è stato bravo, ma giudicando dai risultati, miseri anche per Luciano Modica, che è stato il suo sottosegretario, temo che l’università e la ricerca non siano mai state in cima ai suoi pensieri. Poco ha fatto per evitare i tagli delle finanziarie 2006 e 2007 che hanno desertificato le già magre risorse economiche e umane, mentre le tante, troppe, riforme annunciate venivano fagocitate dalla loro stessa enfasi normativa, creando il tragico stallo che conosciamo bene.
Continua all'interno nel primo commento.

martedì 8 aprile 2008

Flash - per chi vota Pdl...

Fonte: tgcom

Berlusconi:"Posto fisso, opinione diversa da Tremonti":
''Non sono d'accordo con quanto sostiene Giulio Tremonti: vorrei vedere nel nostro paese il paradigma del posto fisso che abbia meno importanza'', ha detto il candidato premier del Popolo delle Libertà replicando quanto dichiarato dall'ex ministro dell'Economia, secondo cui senza posto fisso non c'è futuro.

Per una volta che Tremonti dice una cosa sensata... Sociale... Non da "Economia Creativa"...
Lo spirito "bastian contrario" di berlusconi tocca picchi storici; contraddice ormai anche se stesso e i suoi più fidi scudieri nel momento in cui, spaziando nel sociale, l'italiano medio indeciso potrebbe tentare di fidarsi (naturalmente seguendo la cultura del meno peggio) della sua inclinazione e della sua "ideodemagogia".
Sarà questo l'esempio di come la vanità (in senso diabolico - ricordate Al Pacino ne L'avvocato del diavolo...) ormai sia diventata il suo obbiettivo insieme ull'unicita' (o meglio dire, senza esser blasfemi, divinità); oppure sarà questo, finalmente, il famoso orlo del baratro?
Naturalmente orlo del baratro si intende per gli italiani, che nel caso vincesse la Pdl per mano dei suoi "buontemponi"elettori, sarebbero in bilico tra la sedazione da regime e la crisi di nervi per il rigurgito interiore da rivolta (sarebbe solo interiore perchè non saremmo in grado di attuarla mai, pecore senza cane guida come siamo...)
Meditare.
D.

giovedì 3 aprile 2008

Il diritto di parola

Il diritto di parola
di MIRIAM MAFAI

Fossi stata ieri sera a Bologna, sarei stata dalla parte di Giuliano Ferrara, contro coloro che, con la violenza, gli hanno impedito di parlare.
FOSSI stata ieri sera a Bologna, avrei difeso il diritto di Giuliano Ferrara di esporre in pubblico le sue idee, che non condivido, che combatto e continuerò a combattere scrivendo su questo giornale e partecipando a incontri e manifestazioni in difesa della legge 194, della libertà delle donne e della laicità dello Stato. Fossi stata ieri sera a Bologna avrei difeso Giuliano Ferrara dalla insensata aggressione di cui è stato vittima perché non credo, non ho mai creduto, nemmeno in tempi assai più torbidi di quelli che attraversiamo, che sia lecito aggredire e togliere con la forza la parola a qualcuno di cui non condividiamo le posizioni.

Da: repubblica.it

martedì 1 aprile 2008

Posizione politica

Vi propongo un semplice test per mostrare a tutti la distanza del proprio pensiero rispetto al pensiero delle coalizioni politiche candidate alle elezioni; il tutto calcolato confrontando le diverse posizioni dei suddetti schieramenti su 25 temi proposti, votati e selezionati dalla comunita’ di internet come i temi fondamentali della prossima legislatura.
Tutti i principali partiti hanno fornito ufficialmente le risposte ai 25 temi, tranne PD, UDC e La Destra le cui posizioni sono state comunque ricavate dai programmi e dalle dichiarazioni dei leader.
E' un modo molto coerente di potersi schierare in base alle proprie idee politiche e sociali dalla parte di chi la pensa come noi piuttosto di adattare le nostre idee all'ormai vetusto e arcaico credo politico o semplicemente sulla base del sex-appeal del candidato premier di riferimento.
Da meditare attentamente sul risultato...
D.

Cliccare per credere... Elezioni 2008. Io sono qui. E tu dove sei?

venerdì 28 marzo 2008

Curriculum dei candidati premier:

A 2 settimane del weekend elettorale, nelle case, nei bar e nelle piazze, nella rete e sui blog, (ometto esplicitamente giornali e tv per la monnezza che con cui ci avvelenano e sporcano l'animo pur sempre propositivo e in buona fede) e soprattutto in maniera profonda nella nostra coscienza (più sociale che politica), si sprecano i discorsi sul meglio, sul peggio e soprattutto sul meno peggio.
Ma chi affronta tali temi, a qualsiasi profondità li vada ad approcciare, sa esattamente di chi e cosa sta parlando?
Io spesso me lo chiedo e altrettanto spesso mi rispondo andando a spulciare l'unico mezzo tanto libero quanto inconfutabile: Wikipedia.
Per chi non lo sapesse (correndo il rischio di sembrare banale apro un mondo ai neofiti della rete), Wikipedia è l'enciclopedia universale aperta a tutti, su cui chiunque può scrivere e soprattutto chiunque può confutare. Tutto ciò è importante perchè finchè non sarà oscurata dal "regime mediatico" nessuno potra permettersi di scrivere baggianate, senza se non altro essere immediatamente sbugiardato dalla concretezza dei fatti. Politici e giornalisti schiavi faziosi in testa.
E' proprio perchè spesso me lo chiedo io che posto per tutti gli attenti lettori i link delle schede dei maggiori candidati premier, affinchè si superi il luogo comune del "meno peggio" e in periodo di mediocrità, copiatura e vuoto nei programmi elettorali non si valuti il premier dalle promesse o dalla mediaticità del sorriso ma bensì dai fatti che ne compongono la carriera e di conseguenza l'integrità e la competenza.

Berlusconi: http://it.wikipedia.org/wiki/Silvio_Berlusconi
Veltroni: http://it.wikipedia.org/wiki/Veltroni
Bertinotti: http://it.wikipedia.org/wiki/Fausto_Bertinotti
Santanche: http://it.wikipedia.org/wiki/Daniela_Santanch%C3%A8
Casini: http://it.wikipedia.org/wiki/Pierferdinando_Casini
Boselli: http://it.wikipedia.org/wiki/Enrico_Boselli

Ad ognuno il giudizio e nuovi spunti costruttivi di discussione e soprattutto scelta.
D.

giovedì 27 marzo 2008

"Rieducazione per i Monaci Tibetani"

Tratto da: http://rampini.blogautore.repubblica.it/
L'intero articolo è reperibile al link sopraindicato.

Da, "Rieducazione per i Monaci Tibetani"

Le notizie che giungono dal Tibet non sono segnali di dialogo e distensione. Al contrario, si riaprono le porte dei laogai. Per i monaci buddisti tibetani catturati nelle retate di questi giorni comincia un’odissea tristemente nota, la deportazione nei lager cinesiE’ il trattamento che il regime di Pechino riserva ai seguaci del Dalai Lama dagli anni Cinquanta: lavori forzati, sedute di rieducazione politica cioè lavaggio del cervello, indottrinamento patriottico, umiliazioni e spesso torture. Generazioni di monaci sono passate attraverso queste sofferenze, molti ne sono morti, senza che la Repubblica popolare riuscisse a piegare la resistenza del popolo tibetano. Ma Pechino insiste con i metodi di sempre. Lo ha rivelato il professor Dramdul del Centro di ricerca tibetologica, un pensatoio di regime che si occupa “scientificamente” della questione tibetana per conto del partito comunista. “Rilanciare l’educazione patriottica è necessario – ha detto l’esponente del regime – perché la cricca del Dalai Lama ha manovrato per sabotare lo sviluppo del Tibet e il buddismo tibetano. L’educazione dei monaci serve a contrastare l’influenza di piccoli gruppi secessionisti che tramano dall’estero”. La nuova ondata di deportazioni dei monaci nei laogai viene annunciata insieme con un aggiornamento del bollettino di guerra nelle operazioni contro i ribelli tibetani.

mercoledì 19 marzo 2008

Nuovi prezzi, vecchie ragioni

Teorie petroldolleurifere....
Fonte: AGI energia - L. Orlandi:
"Ogni volta che il prezzo del petrolio supera una determinata soglia psicologica, si cerca di discutere i motivi che ne sono alla base. Nell’analizzare le cause di quotazioni del barile a tre cifre ci si accorge tuttavia che non vi sono significativi elementi di novità rispetto a quando si tentava di spiegare il perché si era arrivati a 30, 50, 70… doll./bbl, dopo un triennio (2000-2003) di prezzi oscillanti all’interno del range 22-28 doll./bbl, ritenuto ottimale dall’OPEC. Come allora, la spiegazione più ragionevole è il combinato disposto di elementi strutturali, geopolitici e finanziari: quel che cambia è il peso delle singole componenti.
Nel 2004, quando i prezzi passarono dai 30 doll./bbl di gennaio ai 50 di ottobre, sul banco degli imputati trovavamo in prima fila i fondamentali reali del mercato: la domanda segnò l’eccezionale aumento di 3,2 mil. bbl/g., la spare capacity mondiale era di appena 300.000 bbl./g, quella dell’Arabia Saudita era pressoché azzerata e l’offerta faticava a crescere. Su un contesto strutturalmente debole come quello delineato, si innestavano tensioni in importanti paesi produttori quali Iraq e Nigeria, gli uragani del Golfo del Messico e la crescente dinamicità dei mercati dei futures petroliferi, su cui si rilevava un volume medio giornaliero delle transazioni del contratto WTI sul Nymex pari a 212 mil. bbl./g., 250 volte la produzione fisica del greggio sottostante.
Proprio da quest’ultimo elemento partiamo per evidenziare il diverso peso delle componenti alla base degli attuali 100 doll./bbl. È la speculazione il vero driver degli alti prezzi di oggi: nel 2007, il volume giornaliero di transazioni sul Nymex è stato di 754 mil. bbl./g relativamente al WTI, 3,5 volte superiore a quello del 2004. Riteniamo quindi che l’attuale prezzo del barile venga in gran parte determinato dagli operatori finanziari cosiddetti non-commercials.
In questo preciso momento storico, in cui l’economia statunitense mostra evidenti
segni di rallentamento e il dollaro è ai minimi storici nei confronti dell’euro, gli investitori si allontanano dai mercati azionari caratterizzati da performance per niente allettanti e si rifugiano nell’acquisto di barili di carta. Il petrolio e le altre materie prime vengono visti come un investimento profittevole e uno strumento per proteggersi dall’inflazione.
Finanza a parte, come nel 2004 tensioni geopolitiche in importanti paesi produttori-esportatori (Iran, Nigeria, Venezuela ecc…) e un quadro dei fondamentali reali fragile e poco flessibile rappresentano ancora significativi fattori bullish. Su quest’ultimo punto, tuttavia, rileva sottolineare come la situazione sia per certi aspetti meno grave di allora: la domanda cresce a un ritmo molto meno sostenuto (+1,2 mil. bbl./g nel 2007), la spare capacity si aggira sui 3 mil. bbl./g, livello sì basso ma ben più elevato dei 300.000 bbl. /g di 4 anni fa.
Sono poi evidenti i colli di bottiglia sia a monte che a valle della filiera petrolifera: l’Upstream Capital Costs Index, elaborato da IHS e CERA e comprendente nove voci di costo relative a progetti su terra e in mare aperto, è in continua crescita dal 2000 ma ha segnato un forte balzo a partire dal 2005. Con un livello base pari a 100 nel 2000, l’indice è gradualmente aumentato arrivando a 198 nel III trimestre 2007. Significa che in 7 anni i costi sono aumentati quasi del 100% ma quel che più colpisce è il fatto che nell’arco di tre anni (dal 2005) sono cresciuti dell’80%.
Manca inoltre personale qualificato e si rileva una saturazione dell’offerta di servizi parapetroliferi (svolti da società dedite alle fasi di ricerca ed esplorazione) per via della domanda elevata e delle poche strutture a disposizione. Sul versante raffinazione, la situazione non è migliore: i costi per nuovi progetti sono aumentati in 3 anni del 50%.
Tutto questo limita l’espansione sia di capacità produttiva che di raffinazione ed è causa di frequenti ritardi nell’implementazione dei progetti in corso. Nonostante l’OPEC lanci segnali rassicuranti, il timore che ammanchi anche temporanei di produzione impattino significativamente su un mercato in equilibrio precario restano.
L’Agenzia Internazionale per l’Energia ha recentemente pubblicato un elenco dei principali progetti in ambito OPEC volti a espandere la capacità produttiva lorda di greggio, frazioni liquide del gas naturale e condensati rispettivamente di 1,8 mil.bbl./g, 0,6 mil. bbl./g e 0,74 mil. bbl./g., per un totale di 3,1 mil. Tuttavia, nel 2008 la variazione netta di capacità produttiva di greggio dell’OPEC sarà molto inferiore all’attesa crescita lorda e si aggirerà nell’intorno dei 0,8-0,9 mil. bbl./g. Questo per diversi ordini di ragioni: alcuni progetti richiedono molto tempo prima di concretizzarsi; occorre tener conto del declino produttivo di alcuni giacimenti maturi che in parte compenserà detti aumenti; sono probabili ritardi nell’implementazione degli stessi progetti per via della scarsità dei mezzi di perforazione e di personale qualificato o perché gli stessi membri OPEC, se percepiscono come probabile un rallentamento della domanda, potrebbero differire nel tempo il loro completamento. È evidente il ruolo dominante dell’Arabia Saudita, specie in relazione ai progetti sul greggio (39% del totale) e sulle frazioni liquide del gas naturale (93%). Relativamente ai condensati, rileva la quota di Qatar (28%), Iran (27%) e Nigeria (24%).
Nel breve termine, prevediamo che le quotazioni si mantengano su livelli elevati anche se è plausibile attendersi un ritorno al di sotto dei 100 doll./bbl almeno per il greggio europeo Brent Dated. Nel meeting OPEC del prossimo 5 marzo, il tetto del cartello verrà molto probabilmente lasciato invariato, nonostante alcune dichiarazioni abbiano paventato la possibilità di un taglio per via dei timori connessi al rallentamento della domanda americana. Per quanto con il petrolio oltre i 100 doll./bbl. riteniamo improbabile quest’ultima opzione, è evidente come la politica OPEC sia improntata al mantenimento di prezzi elevati, nella fascia dei 95-100 doll./bbl. Non si dimentichino infatti le maggiori entrate petrolifere incassate dal cartello in questi anni: si è passati dai 199 mld. del 2002 ai 700 del 2006, una crescita quindi del 350% in 4 anni. I dati 2007 testimonieranno un ulteriore aumento.
Viene logico chiedersi se l’economia mondiale sarà in grado di sostenere un simile livello di prezzo senza incappare in una pesante fase di crisi come successe nel 1980, quando le quotazioni toccarono i livelli di oggi. È ancora presto per addurre risposte. Certo è che non esiste un unico livello di prezzo che possa modificare i comportamenti dei consumatori e le politiche dei governi. La reazione a un determinato prezzo del greggio dipende da diversi fattori, quali i livelli di reddito delle nazioni, la loro intensità petrolifera, il sistema fiscale, ecc. Rispetto al 1980, quando all’impennata dei prezzi del petrolio conseguirono tre anni di crisi economica, l’economia mondiale è oggi meno oil intensive e vanta un maggior reddito pro-capite in rapporto al PIL reale. Una potenziale crisi economica globale dipenderà dalla durata di quotazioni a tre cifre e dal grado di indipendenza delle economie europee e asiatiche da un eventuale peggioramento del quadro economico americano."

Forse un po' cervellotico come articolo e non adatto a tutti, però non v'è nulla di semplicistico in queste dinamiche...
Forse è lecito volerci capir qualcosa, anche spremendo un po' le meningi e documentandosi in giro mentre si legge (all'interno del post ci sono ottimi link).
D.

lunedì 17 marzo 2008

LA STRAGE IN TIBET E L'OLIMPIADE

La vittoria dell’ipocrisia

Sette anni fa, quando il Comitato olimpico assegnò a Pechino i Giochi 2008 senza incontrare l’opposizione dei governi occidentali, il Tibet era già prigioniero del pugno di ferro cinese. Era già in atto la repressione dei costumi, della cultura e della religione dei tibetani. Il Dalai Lama batteva già le strade del mondo chiedendo solidarietà. E la Cina, anche fuori dal Tibet, era già sul banco degli imputati per le sue reiterate violazioni dei diritti umani. Fu, quella del 2001, una scommessa audace. Se tutto fosse andato secondo le intenzioni (e secondo le promesse di Pechino) le Olimpiadi avrebbero aperto ampi varchi nella Grande Muraglia del regime comunista, milioni di stranieri sarebbero giunti a scuotere l’ordine costituito e il suo isolamento informativo, si sarebbe prodotta, insomma, una poderosa spinta verso quella democratizzazione interna che l’economia semicapitalista non era riuscita a innescare. Gli avvenimenti in Tibet, e non soltanto in Tibet, dimostrano oggi quanto temerario sia stato per l’Occidente concedere alla Cina una cambiale in bianco.
Segue all'interno del post.
Franco Venturini, Corriere della sera 16/03/08

martedì 4 marzo 2008

Signoraggio Creditizio

Vale la pena farsi un'idea del fatto... Chissà come mai certi temi non vengono mai toccati dagli schiavi Riot/Ves/Ment ecc...

venerdì 29 febbraio 2008

Il "buco nero" liechtenstein

(ANSA) 27Febbraio:
C’è un buco nero per i capitali italiani proprio in mezzo all’Europa e a due passi da casa nostra. E’ il piccolo principato del Liechtenstein, incuneato fra Svizzera e Austria, dove, secondo l’amministrazione finanziaria tedesca, sono depositati i capitali di almeno 1.400 evasori fiscali di tutto il mondo. Di questi, circa 150 sono italiani. Il caso è scoppiato in seguito alle rivelazioni di un pentito, dipendente di una piccola banca di Vaduz, la Lgt, che ha trafugato i segreti relativi ai depositi e che poi ha rivenduto dietro lauto compenso al governo tedesco l’elenco degli evasori. Nella banca del principato, come in altre, sono infatti confluiti i fondi di cittadini stranieri che in questo modo, pur non abitando in Liechtenstein, li vedevano al sicuro dalle mani del fisco. Berlino, grazie agli accordi internazionali, ha fatto arrivare sul tavolo del viceministro dell’Economia Vincenzo Visco la lista degli italiani. E Visco ha già fatto sapere che i "furbetti di Vaduz" sarebbero in realtà molti di più, forse più di 400. Dal ministero dicono che nei prossimi giorni verranno resi noti i nomi degli interessati, la cui lista è stata definita dallo stesso Visco "uno spaccato interessante di una certa società italiana". Sulla base delle informazioni rilasciate dal ministero si tratterebbe di persone fisiche, non di aziende quindi, e di nomi di profilo medio fra imprenditori, professionisti e lavoratori autonomi. Non sembra che fra i depositari figurino calciatori o affiliati alla criminalità organizzata.La Germania ha voluto lanciare un chiaro messaggio di tolleranza zero verso l’evasione transfrontaliera, messaggio che ora dovrà essere raccolto dal governo italiano entrante del dopo elezioni. Quello uscente, con la lotta all’evasione, è intanto riuscito a raccogliere un extragettito superiore ai 22 miliardi di euro.
(ANSA) 28Febbraio:

Dopo le prime anticipazioni di oggi, dalla stampa internazionale emergono sempre maggiori particolari sullo scandalo bancario in Liechtenstein. L’evasione fiscale sarebbe solo un aspetto tutto sommato minore di una vicenda che travalicherebbe i confini del piccolo principato con capitale Vaduz e che invece nasconderebbe un giro di fondi neri utilizzati per l’illecito finanziamento di partiti, uomini politici, giornalisti ed imprenditori. Tra i personaggi coinvolti figurerebbero più di una settantina di uomini politici, deputati e senatori, appartenenti in pratica a tutto l’arco costituzionale. Tra questi, ha dichiarato agli inquirenti uno degli indagati, l’ex amministratore delegato della filiale di una Banca romana in Liechtenstein Giuseppe Tanlongo, anche alcuni ex presidenti del Consiglio.Trattenuto dalle autorità del principato, Tanlongo e il cassiere dell’istituto romano, Lazzaroni, sono accusati di evasione fiscale e di aver prelevato denaro dalle casse del loro istituto per finanziare illecitamente alcuni partiti politici italiani per una cifra calcolata intorno ai dieci milioni. Oltre che nelle mani di uomini politici, che le avrebbero utilizzate per finanziare la campagna elettorale dei loro partiti ma anche per spregiudicate operazioni finanziarie personali, le somme sarebbero servite per favorire operazioni speculative di “circoli affaristici” non ben precisati oltre che a corrompere alcuni giornalisti per evitare fughe di notizie. Partecipi dello scandalo sarebbero stati inoltre altri istituti, in particolare la banca privata londinese Sanders & Co. che, su iniziativa dello stesso Tanlongo, per tramite del figlio, avrebbe coperto gli ammanchi con false dichiarazioni per un totale di nove milioni. Oltre a Tanlongo, suo figlio e i fratelli Michele e Edgardo Lazzaroni (in pratica i vertici della filiale di Vaduz della Banca romana), tra gli indagati nei confronti dei quali sarebbero già stati spiccati mandati di cattura internazionali figurerebbero un imprenditore, il commendator Antonio Monzilli, il senatore Emanuele Notarbartolo e il deputato Rocco De Zerbi. Inoltre, voci sempre più insistenti riferiscono che le autorità inquirenti stanno indirizzando le loro attenzioni alla moglie di un ex presidente del Consiglio cui Tanlongo avrebbe versato cospicue somme per finanziare alcuni investimenti di natura personale. Si attendono sviluppi anche se è già possibile anticipare che si preannuncia uno scandalo di proporzioni inusitate. Il tutto nel mezzo di una campagna elettorale tra le più delicate della storia recente d’Italia.
(FELTRI) 28Febbraio:

Non vorremmo trovarci di fronte a uno scandalo a orologeria. Non sarebbe la prima volta in coincidenza delle elezioni. Insomma preghiamo Visco di non obbligarci a pensar male (...Immagino che non l'abbia ancora resa nota in attesa di ultimare le verifiche...) e di tirar fuori immediatamente i nomi degli evasori in maniera che non si alimentino fantasie morbose. Per favore non indugi. Convochi una bella conferenza stampa e consegni ai giornalisti il dossier. Intanto, riporta sempre Libero, gli imprenditori italiani starebbero già affilando le armi contro la loro privacy violata e ci sarebbe uno studio di avvocati triestino che sta preparando le carte bollate contro la banca del Liechtenstein Lgt per violazione del segreto bancario. Certo che poi se i nomi sono saltati fuori grazie alla corruzione di un ex funzionario...Anche perché, riporta sempre Libero, le congetture sono già iniziate. Scrive sempre la Velina Rossa: "Non vale la scusa delle elezioni, anzi. L'elenco deve essere reso pubblico per evitare inciampi a futuri governi, nel caso papabili per importanti ministeri dovessero ritrovarsi all'interno dell'elenco".
(DI PIETRO) 28Febbraio:

Rivelare nomi dei politici coinvolti, la bufera dei conti segreti in Liechtenstein investe anche il nostro Paese. Antonio Di Pietro ha chiesto che l'Agenzia delle Entrate diffonda l'elenco in suo possesso dei nomi dei politici italiani intestatari di un conto corrente nel paradiso fiscale. "Da cittadino e da leader di partito impegnato nella redazione delle liste di candidati per le prossime Politiche ritengo di avere il diritto di conoscere i nomi", ha detto Di Pietro.
(VELTRONI) 28Febbraio:

"Vorrei un Paese che mentre contrasta quei furbacchioni che sono andati a portare i soldi in Liechtenstein, eviti di tartassare tanti piccoli imprenditori e artigiani''.

Ci risiamo, elezioni alle porte scandalo che salta fuori. Ma sarà davvero tale? Avrà la forza e la voglia (e il coraggio) il "prode" Visco di sbatterci in faccia questi nomi? E il candidato premier del PD, (nel caso non fosse implicato...) avrà mai la forza di impugnare questa sua affermazione (che a rigor di logica lo pone al di fuori dello scandalo) in maniera forte, portando sugli scudi quel giustizialista bonaccione di Di Pietro ed epurando le liste? Staremo a vedere, ma intanto comincio già a prevedere la solita manfrina di impuniti per uno sgarro al paese e alla gente che forse questa volta è un po troppo grosso. Non ho dubbi nell'immaginare il coinvolgimento di beneamati leader politici, come non ho dubbi nell'immaginarmi le smentite e gli insbbiamenti da parte di quelle gabbie mediatiche che si son creati intorno. Non fatico a vedermi in televisione il Riotta di turno che di fronte a motivazioni e a balle colossali se ne sta zitto e annuisce quasi a benedire le parole del padrone. Una speranza sola... Che finalmente si possano alzare i toni del duello elettorale, perchè in fondo sia tale: DUELLO. Il duello che dovrebbe eliminare i loschi e gli invischiati, il duello che mette faccia a faccia i candidati e che a suon di sputtanamenti reciprochi smaschera completamente i duellanti, lasciandoli nudi finalmente di fronti agli elettori, senza scuse, soli con la certezza della loro vera forma (losca o limpida che sia). Poi che decidano gli italiani, col (finto) voto che si ritrovano a dover esprimere; ma almeno eliminiamo la feccia in superficie. Resta il solito problema... Hanno tutti il culo abbastanza sporco per nascondersi dietro al bon ton e dietro al "non c'è bisogno di confrontarsi..." è per quello che chiedono i toni pacati, per giustificare il non dibattito.
Io, e lo dico serenamente, spero in qualche zuffa, servita sul piatto di uno scandalo come questo; spero proprio che rastrelli via ancora un po di feccia da quella finta depurazione che voglion farci credere di essere dietro a fare.
Il solito utopista...
D.

lunedì 18 febbraio 2008

Tangentopoli non è solo un lontano ricordo.

Un semplice programma d'inchiesta, una sbugiardata clamorosa... Cercate in rete il resto del prgramma perchè non ne parlerà nessun mass-media. Intanto scopriamo quanto costa fare una legge e quanto la politica sia indissolubilmente legata all'economia speculativa e non progressista per il paese. Ci sarebbe materiale da aprire un'inchiesta alla magistratura tale da epurare mezzo parlamento...

martedì 12 febbraio 2008

Prima discussione del blog - Elezioni e legge elettorale

Eccoci qua, a pochi giorni dall'aver pensato e di getto impostato queto blog, a lanciarci nella mischia. Il panorama è convulso, il solo dibattito sulla data delle elezioni è grottescamente in primo piano togliendo luce alla realtà della catastrofe sociale a cui andiamo incontro. Abbiamo letto e ci siamo indignati di fronte agli articoli e alle pubblicazioni a riguardo della cosiddetta "casta" e ora silenziosi ci mettiamo ad ascoltare i dibattiti politici, a fare sunti sui probabili programmi di governo che ci vengono proposti senza nemmeno accorgerci come al di la delle parole non cambierà nulla.

All'apparenza cambierà fazione il governo, sarà figlio del pastone centroberlusconiano che lo scisma del PD creerà, ma in realtà, se confronteremo la lista dei parlamentari di oggi e di quelli che saranno eletti la prossima legislatura, posso scommettere che su un migliaio di nomi ne cambieranno al massimo 50.

E la ritengo una previsione ottimista.

Ci lamentiamo della casta e poi ci facciam distrarre da lei stessa... Paradossale o per usare un sinonimo direi "italianico".

Veniamo all'essenza del nostro blog, cioè commentare trasversalmente una fonte autorevole: discutendone ci pareva quantomeno banale citare subito il per ora "Don Chisciotte" Beppe Grillo, ma il nostro voler trovare fonti riguardo l'incostituzionalità palese della legge elettorale (e di queste sue figlie elezioni) ci lascia allibiti nello scoprire che nessuno a parte lui ne parla con la risonanza mediatica dovuta; solo sporadici articoli e qualche blog talvolta però un po' schierato.
Per gli osservatori arguti dirò una banalità, ma è evidente e per me sconcertante di come tutta e sottolineo tutta l'informazione (compresa quella dichiaratamente indipendente) si sia gettata sulla campagna elettorale e sulle alleanze elettorali evitando di discutere della vera notizia, cioè l'ncostutuzionalità o presunta tale.

Ma vediamola un po nel dettaglio, questa presunta (e per me auspicata)
incostituzionalità, senza per questo cercare di arrivare ad una conclusione giudicante fatti più grandi di noi.


Innanzitutto vorrei spiegare cosa intendo disquisire usando la parola
incostituzionale: è una parola che io oso interpretare in maniera contestuale e piuttosto distaccata dall'etimologia politica: mi permetto di catalogare il termine come "atto che va contro il comune senso civico, il quale (senso civico) basato sul buon senso e la volontà collettiva di ordine e benessere generato dal lavoro e dal buon governo, è indipendente dal clientelarismo e dalla castizzazione politica".

Indipendentemente però dalla mia personale interpretazione, rileggendo quelle 30 paginette di costituzione saltano all'occhio diverse analogie anche con l'etimologia "political correct" del termine:
L’articolo 1 dice:
- la sovranità appartiene al popolo.
L’articolo 48 contiene due punti:
- Il voto è personale ed eguale, libero e segreto;
- Il diritto di voto non può essere limitato.
l’articolo 56 dice:
- La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto.

l'articolo 58 dice:
- I senatori sono eletti a suffragio universale e diretto dagli elettori che hanno superato il venticinquesimo anno di età.

L'attuale legge elettorale fatta dal centrodestra nel 2006, ha cancellato il
risultato di un referendum elettorale e eliminato la preferenza diretta; ora, mi pare evidente che impedire la scelta diretta del candidato limita il diritto di voto e aver cancellato quel referendum dei lontani anni novanta ha tolto ogni sovranità al popolo.

Domanda: e' costituzionale questo? E se lo fosse, allora che cosa è
incostituzionale?

Ecco comunque l'articolo dal blog di beppe Grillo, quello che in realtà si vuole usare come spunto per commentare...
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Fonte: Blog di Beppe Grillo 11 Febbraio 2008 - "Doppio buco nero"

"Due buchi neri assorbono la politica e si assorbono a vicenda. Tutto quello che si avvicina a loro scompare. Sono due buchi indispensabili per la stabilità. Per il progresso della Nazione e per non eliminare il conflitto di interessi. Il doppio buco nero non ha presentato un programma. Non ha ancora pubblicato le liste dei candidati. Però ha il consenso della maggioranza degli italiani sulla fiducia.I sondaggi sono favorevoli, anche se solo gli imbecilli possono pronunciarsi sul voto senza sapere il nome dei loro rappresentanti e che cosa andranno a fare. E’ il voto alla sigla, un voto a prescindere. I sondaggi, e chi li commissiona, non si discutono. Se la domanda posta all’intervistato fosse: “Votereste PD o PDL senza sapere nulla del loro programma di governo e se candidano dei
pregiudicati?” La risposta sarebbe un VAFFANCULO con un 50% a testa.I due buchi neri Veltroni e Berlusconi sono l’unica scelta che ci viene data per la governabilità del Paese. Senza alternative. E’ una doppia scelta unica, il DNA è lo stesso.Nel post elezioni ci sarà un inciucio istituzionale, una grande coalizione per salvare il Paese. La forma potrà essere un governo Veltrusconi o un tavolo congiunto per le riforme. La sostanza non cambierà. Nel 2006 ci hanno impedito di scegliere il candidato, nel 2008 ci impediscono di scegliere il partito. La prossima volta si nomineranno tutti deputati e senatori a vita. Nel 2011, o
poco più tardi, se non cambia nulla, usciremo dall’euro o consolideremo il debito pubblico. Ci riusciremo grazie a un governo stabile e a un’informazione serva."

Fonte: Blog di Beppe Grillo 10 Febbraio 2008 - "comunicato politico numero uno"

"...Il cittadino non può scegliere i propri rappresentanti. I concessionari dello Stato non devono fare politica. I referendum non possono essere cancellati. I referendum non possono essere rinviati. Il risultato delle prossime elezioni è nullo. L’informazione è nelle mani dei gruppi economici e dei partiti. La monnezza di napoli invece è problema di Stato..."-"...Le proposte di legge popolari per un Parlamento Pulito depositate al Senato sono state ignorate dai nostri dipendenti. Fuori i condannati. Due mandati. Votazione diretta del candidato. Hanno firmato 350.000 italiani. Firme certificate da pubblici ufficiali e
dai Comuni di residenza. Mai avvenuto in Italia in un solo giorno. Un lavoro di mesi di migliaia di persone. I partiti hanno occupato la democrazia. I parlamentari non sono eletti, ma nominati. Per essere nominati basta pagare. Un milione di euro un deputato. Tre milioni di euro un senatore. Il conflitto di interessi è un conflitto con il Paese."

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Penso non necessiti di commenti ulteriori, se non una domanda che vi pongo e che mi sorge spontanea: come fa un giovane come me, impegnato, competente volenteroso e senza la minima macchia di fronte all'elettorato (quindi a mio avviso meritevole della fiducia della gente) ad battersi per il suo paese in prima linea? Le risposte che mi volano per la mente mi autoallibiscono; svariano dal "bisogna fare la gavetta attraverso un partito" al "non sei parente di nessuno che ti credi di fare" al "non hai nessun potere mediatico" al "non hai un milione di euro per pagarti il seggio" a molte altre.

Brivido dentro.


Spazio alla discussione costruttiva.

venerdì 8 febbraio 2008

Benvenuti a tutti!

Lettera di presentazione - Davide:

Ho fatto tutto senza dire nulla a Massimo, ma è così che devo fare per tirarlo in ballo (di recente ho pure cercato di farlo sposare;-)...), so che storcerà il naso ma so soprattutto che ne vale la pena (in entrambi i casi...).
Ne vale la pena perchè di liberi pensatori come lui ne trovo ormai pochi, isolati come siamo dal circo mediatico ed è necessario tirar fuori le palle proprio ora che la coscienza brucia per la situazione del paese.

Giovedì scorso tornando da sciare si parlava di politica con gli amici, entrambi ci rendevamo conto di come era quasi ilare il cercare di spiegare il comune buon senso (senza pur correre il rischio di sembrare schierati) sbattendo contro ad opposte fazioni; dentro di noi ridevamo nel comprendere che neppure il cercare di essere apolitici riusciva a scalfire l'gnoranza, il non voler vedere...
E allora ho cominciato a pensare dentro di me il motivo per cui io da solo non sono in grado di togliere il salame dagli occhi di chi è semplice libero cittadino come me: risposta semplice, inequivocabile e un po sconfortante... Io (noi) manco di autorevolezza! (cazzo!)
E visto che quell'autorevolezza oggi non è data dalla conclamata intelligenza ma bensì dalla visibilità mediatica, mi son convinto che pian piano andava conquistata con un mezzo di comunicazione pubblico, soggetto a critica ma anche riflettore e amplificatore di libero pensiero.

Si parte da zero, è necessario; magari tra un mese chiuderemo per conclamata assenza di visitatori oppure per semplice banalità ma... Innanzitutto ci avremo provato e in secondo ben più importante luogo son convinto che le idee vadano seminate nella terra, non piantate dopo essere state comprate al vivaio della demagogia politica.
Quello che germoglierà non sarà altro che un pensiero accorato e onesto, innanzitutto con noi stessi e poi con tutti coloro che vorranno condividerlo, approfondirlo, criticarlo o screditarlo... Con la certezza che i frutti che verranno, dolci o aspri che siano, saranno gratuiti per tutti e soprattutto calchi realistici del nostro tempo.

In fondo Grillo ha fatto cosi, ha seminato in quel terreno fertile che è il web e in pochi anni ha creato una piantagione di pensiero libero di cui i frutti sono ormai ovunque e soprattutto di tutti.
Non c'è la presunzione di essere grandi come lui o come altri, solo l'aspettativa di potersi dare sfogo ed essere utili almeno a noi stessi, per poterci svegliare tranquilli la mattina e avere la forza (di Gucciniana memoria...) almeno di rivendicare "io non sono come loro e ho modo di dirlo".

I temi che tratteremo e il taglio che daremo loro saranno di pura e semplice attualità, non mancheranno i link e le citazioni ad altri blog o siti di riferimento pubblici di informazione e divulgazione; il nostro commento sarà specchio del nostro pensiero e dell'ideologia che andremo via via plasmando sulla base sinistrorsa (ultimo barlume di buon senso in circolazione) che ci concede la nostra pur breve memoria storica; nella speranza di avere successo come piccola testata indipendente ma soprattutto di crear la consapevolezza di non essere soli in questo gran casino per il maggior numero di persone possibili.
Grazie in anticipo a tutti coloro che verranno a leggere e commentare, le mie scuse per la logorroicità attuale e futura le faccio già e... ora stiamo a vedere...

Davide.

P.S.:
Un piccolo escursus sul motivo del titolo del blog... Paolo Conte è un vate della musica, un maestro in senso universale, figlio anche lui come noi delle colline del vino.
Non sono un suo critico così esperto per leggere in maniera prosaica ed autentica i suoi testi, in ogni caso, alle volte parole dette in altri contesti aprono la mente a link emozionali e sociali paralleli che fanno iniziare a muovere gli ingranaggi di un cervello medio come il mio... Da li scollino in silenziosa velocità (altra citazione di paolo conte...) verso gli orizzonti più disparati e la passione e la voglia di impegno a 360° fa si che si plasmino idee e tumulti che vorrei aprire a tutti.

All'apparenza sono (siamo) un ragazzo scimmia, in realtà sono un ragazzo scimmia che vuole impegnarsi per me e anche un po' per tutti...

Davide.

Lettera di presentazione - Massimo:

Per tutti, l’invito a mettersi in gioco e porsi domande che, anche a costo di destabilizzare e divergere dallo status quo imposto dai media, dalle tv e dai falsi pensatori che con arroganza e maleducazione impongono verità, possono giungere a risposte e conclusioni che ci fanno sentire più vivi e più indipendenti.

“Ancora qui a domandarsi e a far finta di niente
come se il tempo per noi non costasse l' uguale,
come se il tempo passato ed il tempo presente
non avessero stessa amarezza di sale….

Non andare... vai... Non restare...stai... Non parlare... parlami di te...

…Tu lo sai, io lo so, quanto vanno disperse,
trascinate dai giorni come piena di fiume
tante cose sembrate e credute diverse,
come un prato coperto a bitume.”

Così canta Francesco Guccini in “Canzone delle Domande Consuete”.

In fondo, la vita, è un susseguirsi di esperienze che ci cambiano fisicamente e spiritualmente, ed il tempo rappresenta la variabile illuminante e destabilizzante che dà risposte ma allo stesso modo ci interroga, fornendo risposte sempre parziali e spesso inadeguate.

La lotta tra Io e Corpo rappresenta la prima questione al pari del confronto sociale che ogni uomo deve affrontare con gli altri e con la natura.

“Ma l' animale che mi porto dentro
non mi fa vivere felice mai
si prende tutto anche il caffè
mi rende schiavo delle mie passioni
e non si arrende mai e non sa attendere
e l' animale che mi porto dentro vuole te.”

Dice Franco Battiato in “L’animale”

Ed anche dentro di noi è la dialettica spirituale a dover mediare tra le due forze.
La mia considerazione è che la società moderna limita il confronto, sia con se stessi che con la gente, fornendo verità preconfezionate e vuote, e per i curiosi limita gli spunti ad elementi spesso errati e pilotati che tendono di conseguenza a limitare la reale possibilità di tutti di ragionare e di rappresentare una risorsa per la crescita di tutti.