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venerdì 13 giugno 2008

Tragico epilogo - E' regime...

Venerdì 13 giugno 2008, ore 12, approvato il disegno di legge (link dal titolo)

E' con la morte nel cuore che annuncio sul mio blog l'instaurazione del regime Berlusconi.
La speranza era quella che l'incontro con Benedetto XVI in settimana avesse scongiurato almeno mediaticamente l'avvento cosi repentino dell'autarchia politica interna italiana.
Si parlava di mediazione del Santo Pontefice sulla base della modifica del 7°comandamento (come diceva Dario Fo, da "non rubare" a "ruba un po' meno") in cambio di un filo di dignità per la gente comune su ideali non solo cristiani ma universali di carità e onestà.

Cosi non è stato. La libertà collettiva è stata definitivamente calpestata in cambio dell'immunità politica ed economica della casta al cospetto delle becere motivazioni della protezione della cosiddetta privacy e della libertà individuale. Ma alla fine chi siamo singolarmente se non siamo nulla come collettivo?
Ma lasciamo perdere i dialoghi sui massimi sistemi... Poniamoci almeno la domanda "era questa la priorità degli italiani?" la risposta genera solo altre domande: perchè mai è diventata una priorità? Perchè è cosi necessaria per Berlusconi? Perchè i giornali ne parlano in decima pagina?
Come al solito non mi permetto di dare risposte ma solo di scatenare il ragionamento interiore di tutti noi...

D.

P.S.: forse però da Juventino potrei sperare nella retroattività della legge....
Ma state tranquilli, è solo amarissimo sarcasmo...

P.S.2: Max speriamo che stavolta non ci chiudano...

D.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Prime reazioni internazionali....

La Stampa 17/6/08
"Stampa europea condanna il ddl sulle intercettazioni"

Votato all’unanimità dall’assemblea della Federazione europea dei giornalisti, riunita a Berlino, un documento di condanna della stretta sulle intercettazioni voluta dal Governo italiano e le sanzioni penali previste contro i giornalisti.

"L'assemblea annuale della Federazione europea dei giornalisti, riunita a Berlino, - si legge nel testo approvato reso noto dalla Fnsi - condanna il progetto di legge del governo italiano che, con la scusa della privacy, vuole stabile sanzioni penali - fino a tre anni di carcere - per i giornalisti che pubblichino informazioni o citino notizie di inchieste giudiziarie. E' il caso soprattutto delle intercettazioni telefoniche disposte dalla magistratura. Questa è un'iniziativa - prosegue il documento - che mette il bavaglio ai giornalisti e impedisce ai cittadini di essere informati su temi d'interesse pubblico compresi nelle inchieste giudiziaria".

"Questo modo di procedere - è scritto ancora - è contrario ai principi universali dei diritti dei media e della loro funzione nelle democrazie moderne. I giornalisti, infatti, non devono nascondere le informazioni d'interesse generale, sia originate da fonti libere sia da fonti confidenziali, che essi hanno il dovere di proteggere. Il progetto di legge del governo italiano è contrario alle convenzioni internazionali e alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo. L'assemblea annuale della Fej sostiene il sindacato dei colleghi italiani, la Fnsi, nel suo contrasto, nella sua opposizione contro il disegno di legge e fa appello al Parlamento italiano a non approvarlo o a modificarlo profondamente".

La Federazione europea dei giornalisti infine "mette sotto osservazione la vicenda econdurrà in ogni sede d'interesse europeo un'iniziativa sociale e etica per la libertà e la qualità del lavoro dei giornalisti. Venti illiberali per tentare di condizionare l'informazione soffiano qua e là in Europa e quello italiano - si conclude il documento approvato a Berlino - è un caso d'osservazione e mobilitazione professionale e civile".